Category Archives: poem

Schiavi

SLAVES

Slaves of invisible chains
called comfort,
birds in a golden cage
called democracy,
we serve to live, we live to serve
the few who have everything,
accusing the many who have nothing
to threaten
our slavery.

Schiavi di catene invisibili
chiamate comodità,
uccelli in una gabbia dorata
chiamata democrazia,
serviamo per vivere, viviamo per servire
i pochi che hanno tutto,
accusando i molti che non hanno nulla
di minacciare
la nostra schiavitù.

Con il cuore in testa

WITH THE HEART IN MIND

With the heart in mind
and the dress in hand
you dragged your life
in an acre of wheat
you released snakes
between summer nests
you have untangled the braids
and you have combed them
you did not make promises
neither suffer grudges
nor pretended to be
the queen of hearts
but if one day you had
to buy my love
you can always pay it
with an old heartache
and if the choices you made
came back to you
don’t stare at your eyes
reflected in the glass
do not sing words
you dreamed of during the day
don’t wait in vain
in the night a return.

Con il cuore in testa
e il vestito in mano
hai trascinato la vita
in un acro di grano
hai liberato serpenti
fra nidi d’estate
hai sciolto le trecce
e le hai pettinate
non hai fatto promesse
né subito rancori
né preteso di essere
la regina di cuori
ma se un giorno dovessi
comprare il mio amore
potrai sempre pagarlo
con un vecchio dolore
e se le scelte che hai fatto
ti tornassero indietro
non fissare i tuoi occhi
riflessi nel vetro
non cantare parole
che hai sognato di giorno
non attendere invano
nella notte un ritorno.

In memoria

IN MEMORY

Lives,
engraved on the walls of the houses
in whitewashed slabs
of marble veined
by rust and memories.
Names and dates
whose memory has been lost,
warning to pride and arrogance
of those who today boast
of themselves.

Vite,
incise sulle pareti delle case
in lastre imbiancate
di marmo venato
di ruggine e ricordi.
Nomi e date
di cui si è perduta memoria,
monito all’orgoglio e all’arroganza
di chi oggi fa di sé
vanto.

Perché

Why

Why, you asked me.
Why me?
I could have
painted you by words
and tell you how beautiful you are
and how every moment with you
be special,
but the truth is much more
simple and immensely
more complicated.
I fell into your eyes
and there I found peace.

Perché, mi hai chiesto.
Perché con me?
Ti avrei potuto
dipingere di parole
e dirti quanto sei bella
e come ogni attimo con te
sia speciale,
ma la verità è molto più
semplice e immensamente
più complicata.
Sono caduto nei tuoi occhi
e lì ho trovato la pace.

Nel mentre

In the meantime

Suspended, I wait.
Time scratches the seconds
that drop slowly
in my thoughts.

Impressed in my eyes
are yours,
on the mouth
is yours,
and the skin narrates
of silk and nails
gliding beyond
to look for
flesh.

And the heart asks
are you my reflection,
am I yours,
or broken is the mirror
and my soul yearns
just a wish?

Sospeso, attendo.
Il tempo gratta i secondi
che gocciano lenti
nei miei pensieri.

Impressi ho negli occhi
i tuoi,
sulla bocca
la tua,
e la pelle racconta
di seta e unghie
scivolate oltre
a cercare
la carne.

E il cuore si chiede
sei tu il mio riflesso,
io il tuo,
o rotto è lo specchio
e la mia anima anela
soltanto un desiderio?

Parole

Words

I love you.
Words.
Straight from the heart,
said for love,
said by habit
or for sin,
said for fear
or for remorse.
To lighten
the guilt
or convince
ourselves.
Words.
Said.
Only.

Ti voglio bene.
Parole.
Dette col cuore,
dette per amore,
dette per abitudine
o per peccato,
dette per paura
oppure per rimorso.
Per alleggerire il
senso di colpa
o convincere
sé stessi.
Parole.
Dette.
Solo.

Sospeso

On hold

Silence sculpts my fears,
broken by the noise of thoughts
that dig into the mind
like woodworms.

The air thickens,
the breath freezes
in a flowing time
scratching the skin.

I know it’s wrong.
I know it’s right.
And yet I await.

Il silenzio scolpisce le mie paure,
spezzato dal rumore di pensieri
che scavano nella mente
come tarli nel legno.

L’aria si fa spessa,
il respiro si congela
in un tempo che scorre
graffiando la pelle.

So che è sbagliato.
So che è giusto.
Eppure attendo.